Le obiezioni
Le domande del primo incontro.
Quelle che arrivano da chi guida una rete di negozi, delle filiali o un team di commerciali sul territorio.
Che cos'è onboost?
Una piattaforma cloud: niente da installare,
si apre dal telefono o dal computer come una app, e la rete la usa dal
primo giorno. Dentro ci sono i tre moduli che hai visto: Link per le
comunicazioni e le verifiche, Grow per l'obiettivo aziendale, Wallet per
premi e benefit. Un esperto onboost imposta con te obiettivi, regole dei premi e prime
comunicazioni, e resta a disposizione dopo la partenza.
Abbiamo già intranet, sito aziendale e newsletter. Cosa aggiunge?
Quegli strumenti pubblicano, e sanno dire "pubblicato"
e "aperto". Lì si fermano. La stessa procedura, sull'intranet, è un
documento con 121 aperture su 148; su onboost è 74 persone pronte
al caso reale, un punto critico individuato e un chiarimento già
partito per chi ne aveva bisogno. Il documento è lo stesso: cambia
quello che l'azienda sa farci dopo.
E rispetto a un gestionale HR?
Mestieri diversi, che convivono bene. Un gestionale
delle risorse umane amministra il rapporto di lavoro: presenze, ferie,
turni, buste paga. onboost lavora dove il gestionale si ferma: se le
decisioni diventano azione, e se il valore che paghi viene percepito.
Il premio che il gestionale mette in busta, Wallet lo rende
comprensibile a chi lo riceve: quanto vale, con quale regola, e quali
categorie del piano welfare sono attive.
Perché non un'app fatta su misura, o le chat aziendali?
Un'app su misura costa mesi e un budget IT, e invecchia
dal giorno dopo. Le chat aziendali sono veloci, ma tutto scivola via
tra gli altri messaggi e nessuno sa cosa è stato capito.
onboost è pronto in giorni, si aggiorna da solo, e di ogni comunicazione
che conta dice ciò che le chat non diranno mai: è arrivata, è chiara,
è applicata.
È una survey di clima o di engagement?
No. Niente questionari annuali sul "come ti senti":
le due domande di onboost arrivano subito dopo una comunicazione che
conta, riguardano un caso di lavoro vero e producono un dato
che serve il giorno stesso: cosa non è chiaro, e dove.
Cosa vedono i responsabili?
Tutto ciò che serve per guidare: quante persone hanno
capito, dove intervenire, quale punto va riscritto, come procede
l'obiettivo. Le risposte individuali invece restano alla persona:
la separazione sta nel database, non in un permesso che qualcuno
può cambiare. È la condizione che rende sincere le risposte, e quindi
affidabili i numeri su cui si decide.
Che ruolo ha l'AI contestuale di onboost?
Uno solo, e mirato. Un assistente AI generico risponde
a chi ha già capito di avere una domanda; l'AI contestuale di onboost
interviene dove i numeri mostrano che serve: prepara il chiarimento
nel contesto di quella procedura, con le sue parole, per le persone
giuste. Non decide e non valuta. Il resto lo fanno le persone.
Quanto costa onboost?
Il prezzo dipende esclusivamente dal perimetro
operativo: quante sedi, negozi, filiali o team sono coinvolti. Non
dipende dal numero di persone né dalle funzionalità usate. Tutte le
persone e tutti e tre i moduli sono inclusi. Assunzioni e cessazioni non
generano costi aggiuntivi e il canone resta stabile per dodici mesi.
Gli importi si definiscono sul tuo caso dopo il check.
Cosa serve per partire?
Nessun progetto informatico: è cloud, si parte in
giorni, anche da una rete piccola, con le comunicazioni che già esistono.
L'esperto onboost cura la configurazione insieme a te. Il primo passo
sono le sei domande qui sotto: ti dicono in quali passaggi la tua
organizzazione perde valore e da dove conviene partire.
Il risultato lo vedi subito, senza parlare con nessuno.